CROSSCARE METTE IN RETE I SERVIZI PER ANZIANI

Lo staff di CrossCare a Trieste

In fase di elaborazione un protocollo d’intesa transfrontaliero tra Regione FVG, del Veneto e Repubblica di Slovenia per un nuovo modello di presa in carico delle persone anziane e delle loro famiglie.

TRIESTE – CrossCare rappresenta un “laboratorio di osservazione sulle necessità delle persone anziane e sull’evolversi delle varie dimensioni dell’invecchiamento attivo, non proponendo un servizio nuovo bensì la messa in rete di diversi servizi già esistenti”. Lo ha sottolineato Orietta Antonini, presidente della Cooperativa sociale Itaca che è anche lead partner del progetto “CrossCare”, nel corso della conferenza tenutasi nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste lo scorso 28 settembre. “La presa in carico è un momento delicato che, spesso, si risolve in soluzioni di istituzionalizzazione che CrossCare vuole superare. Se da una parte il progetto enfatizza il domicilio, dall’altra propone le Case di riposo come luogo di interlocuzione e intercettazione dei bisogni sul territorio”.

“CrossCare. Approccio integrato transfrontaliero nella cura dell’anziano” è un progetto inserito nel programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 guidato dalla Cooperativa sociale Itaca in partenariato con Asp Itis Trieste, Residenza Francescon Portogruaro, Odu Koper-Casa costiera del pensionato Capodistria, società Deos e l’Irssv – Istituto nazionale sloveno per il welfare. Partner associati la Regione Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria, politiche sociali e famiglia, Regione del Veneto – Direzione Servizi Sociali, Ministero del Welfare della Repubblica di Slovenia, Ministero della Salute della Repubblica di Slovenia, Città di Sacile – Residenza Protetta per anziani, Uti Livenza – Cansiglio – Cavallo (ex Ambito Distrettuale 6.1 di Sacile), Azienda Assistenza Sanitaria n. 5 Friuli Occidentale di Pordenone, Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 4 Veneto Orientale e Casa della sanità di Capodistria.

Tra gli obiettivi previsti l’elaborazione e sottoscrizione di un protocollo d’intesa transfrontaliero che, in un’ottica di coprogettazione interistituzionale, sperimenti un nuovo modello di presa in carico delle persone anziane e delle loro famiglie. “Il progetto transfrontaliero CrossCare si caratterizza per una qualità altissima – ha evidenziato nel corso del suo intervento Sebastiano Callari, assessore alla Funzione pubblica della Regione Friuli Venezia Giulia – poiché pone l’anziano al centro di una rete familiare di assistenza dove la cura domiciliare si sostituisce all’assistenza ospedaliera. La Regione è orgogliosa di portare il proprio contributo a questa progettualità, poiché crede fortemente nell’anzianità attiva e nell’esigenza di creare una rete di cura che abbia il proprio fulcro nel domicilio della persona e non solo nell’ospedale o nei centri di assistenza”.

Oltre 400 gli operatori già formati, 9 i PSA – Punti di servizio rivolti agli anziani ed alle loro famiglie avviati nelle strutture residenziali coinvolte nel progetto tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Slovenia e al contempo anche aperti al territorio. L’obiettivo è comune, favorire la presa in carico delle persone in maniera personalizzata, globale e continuativa sia a livello regionale sia transfrontaliero.

“Trieste è un laboratorio sull’invecchiamento attivo – ha affermato il presidente di Itis, Aldo Pahor –. Con CrossCare abbiamo fatto davvero un passo in avanti, collaborando con territori che non conoscevamo. Il progetto ha permesso di conoscerci e da queste interazioni nascono nuove idee e nuovi progetti”.

“L’obiettivo in Slovenia è creare un sistema integrato basato sulla domiciliarità – ha reso noto Polona Dremelj di Irssv -. Stiamo lavorando già da anni su questo obiettivo con la presentazione di quattro proposte di legge indirizzate al Ministero della salute. A seguito di tali proposte è stato creato un Direttorato per la salute ed è iniziata la fase di testing delle proposte di legge e dei progetti pilota. Lo stesso CrossCare può essere considerato un progetto pilota che prevede la sperimentazione di nuove figure tra cui il care manager”.

Il direttore generale dell’Aulss 4 Veneto Orientale, Carlo Bramezza, ha sottolineato che “in Veneto, già con il precedente piano sanitario, abbiamo iniziato la riorganizzazione dei servizi sul territorio, obiettivo che è ritornato anche nel nuovo piano socio sanitario. Progetti come questo pongono al centro la Casa di riposo nel suo processo di trasformazione verso centro di servizi. Le Case di riposo devono aprirsi sempre più al territorio e CrossCare ha una grossa potenza di replicabilità che auspico si esprima nel prossimo futuro”.

Il direttore generale dell’Aas 5 Friuli Occidentale, Giorgio Simon, ha evidenziato che “progetti come questo nascono a seguito di periodi di crisi dei sistemi. La soluzione non può essere una sola, ma deve rappresentare una risposta articolata tra i soggetti territoriali coinvolti. CrossCare rappresenta l’opportunità di mettere a confronto sistemi diversi”.

Dello stato dell’arte del progetto, partito ad ottobre 2017 ed ormai ai 2/3 del suo sviluppo con conclusione prevista a marzo 2019, ha parlato Anna La Diega, vicepresidente della Cooperativa Itaca. “Sono partiti i lavori presso tutti i partner progettuali ed è stata attivata la ricerca di nuovo personale qualificato tra cui i care manager. In contemporanea, è partito il comitato scientifico per lo svolgimento della ricerca. Il primo passaggio del comitato è stata l’elaborazione di una prima bozza del protocollo transfrontaliero. Successivamente è partito un grosso lavoro di formazione congiunta tra i partner che ha coinvolto più di 400 operatori, che si sono potuti formare sui metodi Gentlecare, Validation e di Stimolazione basale. Abbiamo, altresì, attivato una intensa formazione dei care manager. Le attività di progetto sono poi accompagnate da molteplici attività di sensibilizzazione sul territorio dei vari stakeholders. Altro momento fondamentale è stata l’apertura dei PSA durante l’estate. Abbiamo raccolto un campione di 120 persone anziane che saranno coinvolte nella sperimentazione. All’interno dei 9 PSA, i care manager stanno già lavorando per l’elaborazione di percorsi personalizzati accompagnati da applicazioni ICT tra cui supporti televisivi e sensoristica”.

Rispetto al protocollo d’intesa transfrontaliero in corso di elaborazione, Daniele Dal Ben, direttore della Residenza Francescon di Portogruaro (Ve) ha evidenziato che lo stesso “ha sia l’obiettivo di individuare un sistema flessibile e adattabile nei vari territori, sia di individuare strumenti di valutazione che siano riconosciuti e validati. Il domicilio diventa elemento cardine del protocollo e la domiciliarità agisce direttamente sulle situazioni emergenziali che il territorio è costretto ad affrontare in luogo delle nuove sfide dettate dall’invecchiamento attivo. Il modello di presa in carico rappresenta il punto di arrivo del protocollo, fornendo alle istituzioni italiane e slovene una delle risposte possibili”.

Cinzia Canali della Fondazione Zancan ha portato ai presenti una sintesi di alcuni risultati preliminari. “L’architettura comune è rappresentata dal modello arco-terapeutico, nel caso della sperimentazione CrossCare gli operatori si stanno concentrando sulla condivisione di misure e sulla rivelazione dei bisogni dell’anziano, considerando non solo l’aspetto cognitivo ma tutti gli aspetti di vita. Rispetto alla valutazione degli esiti, abbiamo condiviso la strategia della valutazione multidimensionale dei bisogni e quella della condivisione di un linguaggio comune con particolare attenzione alla valutazione del servizio non dal punto di vista prestazionale ma di qualità di vita”.

“I Centri per gli anziani devono assumere una posizione centrale sul territorio in quanto sono più prossimi ai bisogni delle persone – ha affermato Miha Kranjc di Deos -. Stiamo portando avanti la sperimentazione nei nostri cinque Centri servizi e riceviamo solo risposte positive, il che ci fa capire che siamo sulla buona strada”.

A chiudere la mattinata di lavori è stato Fabio Bonetta, direttore generale di Asp Itis Trieste. “È fondamentale sollecitare le istituzioni e uscire dall’illusione che la tecnologia ci possa salvare dal bisogno degli ospedali. Le persone anziane rappresentano la vera ricchezza del territorio e vanno tutelate, all’interno del progetto CrossCare condividiamo l’idea che le risposte di istituzionalizzazione non rappresentino soluzioni valide. Pertanto, dobbiamo sopperire alla solitudine dell’anziano e della sua famiglia attraverso percorsi di valutazione personalizzati”. Da qui l’invito rivolto sia alla Regione Friuli Venezia Giulia sia alla Regione del Veneto a “considerare seriamente i percorsi suggeriti dal protocollo che mira a superare approcci meramente sanitari”.

Fabio Della Pietra e Alessio Romito

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