A MANIAGO “LA LIBERTÀ È TERAPEUTICA”

L’11 maggio in Borgo Coricama una giornata dedicata al centenario di Franco Basaglia e al 46° anniversario della Legge 180

MANIAGO – A Maniago “La libertà è terapeutica”, l’11 maggio dalle 16.30 in Borgo Coricama, la città delle coltellerie celebra i 100 anni dalla nascita di Franco Basaglia e il 46° anniversario della Legge 180 con la quale lo psichiatra veneziano chiuse i manicomi. Sghiribiç, progetto della Cooperativa sociale Itaca e AsFO, offrirà alla cittadinanza un programma particolarmente ricco, che si svilupperà in piazzetta Nicolò di Maniago (Borgo Coricama) a partire dalla tarda mattinata e per tutta la giornata.

Dalle 11.00 la mostra fotografica a cura del Circolo fotografico L’Immagine, l’esposizione pittorica dalle 14.30 a cura dell’associazione L’Artistica. A seguito degli incontri tenutisi a Sghiribiç con le classi 2E e 2C della scuola primaria di secondo grado Guglielmo Marconi di Maniago, Istituto comprensivo Margherita Hack, i docenti di arte e immagine hanno coinvolto gli studenti nella realizzazione di manufatti che verranno esposti durante il pomeriggio, arricchendo il programma con le suggestioni dei più giovani. Dalle 16.30 la presentazione della graphic novel “Basaglia, il dottore dei matti” edizioni Becco Giallo, con la presenza dell’autore Armando Miron Polacco e l’intervento di Gian Luigi Bettoli, storico e già presidente di Legacopsociali FVG; a moderare l’incontro sarà Vincenzo Bottecchia, presidente di Màcheri aps. In caso di maltempo la presentazione della graphic novel si terrà al Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie, grazie al Comune di Maniago che ha concesso il patrocinio. A seguire, intrattenimento musicale con il gruppo “Funktastici”.

Per tutta la durata degli eventi “Sghiribiç Open Day”, sarà possibile visitare la sede dello spazio di incontro e socialità maniaghese, per ammirare le opere artistiche create dai beneficiari dei servizi della salute mentale; un luogo di socialità dove tutti possono apprendere cose nuove, mettere a disposizione le proprie abilità e condividere progetti comuni; un luogo dove le creazioni diventano mezzo, e non fine, per promuovere nuovi legami fatti di fiducia e accoglienza reciproca.

In occasione del centenario della nascita di Franco Basaglia (11 marzo 1924), psichiatra, promotore di una riforma radicale dell’assistenza psichiatrica, che portò con la legge 180 del 1978 alla chiusura dei manicomi, il proposito è riflettere sull’importanza che assume oggi la 180, sul lavoro di trasformazione pratica del manicomio realizzata da Basaglia, che diede un contributo fondamentale per lo sviluppo della democrazia e delle libertà nel nostro Paese, attraverso il superamento dell’esclusione e il riconoscimento dei diritti e dei bisogni delle persone che vivono l’esperienza della sofferenza mentale.

L’intento dell’iniziativa è di evidenziarne l’attualità, riflettendo sui temi della salute mentale, contro ogni forma di istituzione totale e con l’impegno di continuare il modo consapevole a lavorare per l’inclusione sociale e per dare luogo a una cittadinanza diffusa.

Come scrive lo psichiatra Benedetto Saraceno: “Basaglia riteneva che il manicomio fosse espressione delle dinamiche di esclusione sociale che permeano l’intera società. Lavorare per abolirlo significava anche dare un contributo per migliorare la qualità della vita sociale. Perciò Basaglia rimarrà attuale finché vi saranno società capaci di emarginare e opprimere la gente. Per Basaglia, la follia, piccola o grande che sia, fa parte della vita. L’esperienza di Trieste, che egli guidò, fu anche una nicchia di buona follia fatta di relazioni umane animate dal sogno di un mondo accogliente e piacevole”.

Proprio qui sta il valore centrale del lavoro di Basaglia, nella sua spinta liberatrice e nell’idea di società – e di welfare – che include, accoglie, soccorre, in cui ogni essere umano ha piena cittadinanza. In cui ciò che interessa è il malato, la persona, e non la malattia. Basaglia, con chi ne porta quotidianamente avanti l’eredità, aveva dichiarato il diritto di ogni persona a vivere e ad essere curata nel proprio ambiente, circondata da affetti e in luoghi amichevoli, considerando tutti i determinanti di salute e malattia (reddito, istruzione, casa, lavoro, ecc.). Contro ogni logica di esclusione e internamento in strutture chiuse e separate.

Ricordare che il lavoro di Basaglia non è stato solitario, ma di gruppo, e che prosegue ancora oggi grazie a moltissimi operatori, associazioni di cittadini utenti e familiari, terzo settore e cooperazione sociale, impegnati per affermare il diritto alla salute e a trattamenti sanitari sempre rispettosi della dignità della persona, come afferma la nostra Costituzione, è una concezione di assoluta attualità.

L’intento anche a Maniago è di coinvolgere le scuole, per far conoscere ai giovani il pensiero di Basaglia, affinché non vada dimenticato, perché sappiano che una cura diversa è possibile, e che loro sono i protagonisti di un paese accogliente e inclusivo, che si impegna ogni giorno affinché sia per sempre dimenticato il pensiero “pericoloso a sé e agli altri e di pubblico scandalo”, un paese in cui, come diceva Basaglia, “l’impossibile può diventare possibile”.

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