Villa Iris e Villa Cosmo al Giubileo delle persone con disabilità, per un’esperienza di crescita spirituale e sociale all’insegna dell’accoglienza e della condivisione

Con la ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli
ROMA – La Città Eterna si è trasformata, dal 27 al 30 aprile 2025, nel cuore pulsante della fede e dell’inclusione con la celebrazione del Giubileo dedicato alle persone con disabilità. Un evento di portata internazionale sul tema della speranza, che ha visto la partecipazione sentita e significativa di numerose realtà provenienti da tutto il mondo, tra cui le strutture residenziali “Dopo di Noi” Villa Iris di Gradiscutta di Varmo e Villa Cosmo di San Daniele del Friuli – AsuFC, a rappresentare la Cooperativa sociale Itaca.
Beneficiari e educatori dei due servizi hanno intrapreso con entusiasmo il viaggio verso Roma, animati dal desiderio di vivere appieno questo momento di grazia e di condivisione. Il Giubileo ha offerto loro un’occasione unica per rafforzare la propria spiritualità, sentirsi parte di una comunità accogliente e celebrare la bellezza della persona nella propria diversità.
Durante i giorni romani, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare i luoghi più celebri della Caput Mundi, assistere alle celebrazioni dedicate e partecipare a momenti di incontro e socializzazione assieme a migliaia di persone con disabilità, le loro famiglie e gli operatori del settore. Un’esperienza che ha arricchito il loro bagaglio umano e spirituale, creando legami e offrendo nuove prospettive.
La presenza di Villa Iris e Villa Cosmo al Giubileo delle persone con disabilità testimonia l’impegno costante della Cooperativa Itaca – ed in modo particolare dei due servizi “Dopo di Noi” – nel promuovere la piena inclusione sociale e la partecipazione attiva alla vita della comunità delle persone con disabilità. Un viaggio che va oltre la semplice visita, rappresentando un passo importante nel percorso di autonomia e verso una società sempre più consapevole e accogliente verso le fragilità.
Il ricordo di questi giorni romani resterà impresso nei cuori di tutti i partecipanti, portando con sé un messaggio di speranza, fede e la consapevolezza della ricchezza che la diversità apporta al tessuto sociale delle nostre comunità. Un esempio di come anche i momenti riservati al proprio senso religioso possano diventare un potente motore di inclusione e di crescita per tutti.
CRONACA DELLE GIORNATE VISSUTE AL GIUBILEO
Le giornate del Giubileo delle persone con disabilità sono state un’esperienza intensa e ricca di significato, con un programma di iniziative che ha messo al centro la piena partecipazione di tutti. Momenti di preghiera e liturgie accessibili, con traduzione nella Lingua dei Segni (LIS) e supporti visivi, hanno permesso a ciascuno di vivere appieno la dimensione spirituale dell’evento.

Con 10 mila pellegrini lungo “Le vie della speranza”
Nella mattinata di lunedì 28 aprile, circa 10 mila pellegrini hanno percorso “Le vie della speranza” in piazza San Pietro. Questo percorso era arricchito da stand che presentavano esperienze e iniziative a supporto delle persone con disabilità. Lungo Via della Conciliazione, gli stand hanno raccontato storie di trasformazione e inclusione, mostrando progetti innovativi per dare voce a chi spesso è emarginato e presentando strategie di comunicazione, laboratori sportivi e scuole all’avanguardia.

L’incontro tra anime diverse
L’arrivo in piazza San Pietro è stato un momento di forte emozione, un incontro tra persone diverse e storie uniche. Piazza San Pietro si è animata di una straordinaria umanità, con centinaia di mani intrecciate e voci che si univano. In quei giorni romani, tutti hanno sentito di appartenere a un’unica comunità globale.
Dietro la “Croce Giubilare” attraverso la Porta Santa
Sin dalla prima mattinata, un lungo corteo si è messo in cammino dietro la Croce Giubilare, portata a turno dai nostri beneficiari. L’attraversamento della Porta Santa della Basilica Vaticana è stato un gesto simbolico di passaggio a una vita migliore e di speranza.

Mons. Rino Fisichella: “Abbiate il coraggio di non rimanere in silenzio”
Monsignor Rino Fisichella ha presieduto la Messa per il Giubileo, esortando i presenti a trasformare il “loro” in “noi” e a costruire una comunità accogliente. Durante l’omelia, ha parlato di “azzardare”, “rivoluzione” e “ordinario” come elementi chiave dell’integrazione. Perché “nessuno”, se autenticamente accolto, “può rimanere solo”.
La liturgia inclusiva ed accessibile
La liturgia ha incluso la Lingua dei Segni e rappresentazioni teatrali del Vangelo, rendendo la celebrazione accessibile e coinvolgente. Un coro speciale ha cantato anche con le mani, e il Vangelo è stato rappresentato con veli celesti.
Il coraggio di “non rimanere in silenzio”
Monsignor Fisichella ha sottolineato l’importanza di donare autonomia e dignità, e di avere il coraggio di non rimanere in silenzio di fronte alle difficoltà. Ha ricordato come Pietro e Giovanni abbiano guarito un paralitico senza voler nulla in cambio. Un miracolo non di ricchezza, ma di restituzione: donare “l’autonomia”, la dignità, la forza di rialzarsi.
Integrare nel quotidiano
La celebrazione ha visto la partecipazione di educatori, assistenti, familiari e caregivers, testimoniando l’impegno per l’inclusione nella vita quotidiana. Si è sottolineata l’importanza di un linguaggio corretto e rispettoso: “Non più ‘disabili’, ma persone con disabilità”.
Testimonianze dal mondo
Piazza San Pietro ha ospitato una catechesi e testimonianze, con pellegrini provenienti da numerosi Paesi. Erano presenti delegazioni da Stati Uniti, Polonia, Spagna, Messico, Canada, Argentina, Brasile, India, Indonesia, Congo, Nigeria, Cina e Australia.

“Siamo tutti sulla stessa barca” – Catechesi e testimonianze in piazza San Pietro
“Mai dovete considerarvi persone che non sono normali come gli altri. Siamo tutti nella stessa barca”. L’Arcivescovo Rino Fisichella va dritto al punto nella seconda Giornata del Giubileo, celebrando le catechesi e accogliendo le testimonianze sul sagrato della Basilica di San Pietro, nella quale abbiamo l’onore di sedere nelle prime file. “Fate della vostra disabilità la forza della Chiesa, nessuno deve volgere lo sguardo da un’altra parte”.
In piazza San Pietro ci sono tantissime storie, ogni persona ha il suo percorso e il suo racconto, ma tutte insieme guardano verso la stessa direzione, per costruire una società più umana, più attenta a chi ha bisogno di aiuto. Una società che vuole creare ponti e reti per includere tutte le persone. Nessuno escluso.
La festa tra musica e testimonianze
Castel Sant’Angelo ha ospitato un evento con artisti e band formate da persone con disabilità, come Rulli Frulli, Hearts for Music, Ladri di Carrozzelle e Chicco Sband. Hanno partecipato anche artisti come Noemi e personalità come i fratelli Tercon, Oney Tapia e PizzAut.

“Condivisione, diritti e futuro”
Il Giubileo ha trasmesso il messaggio che la disabilità è un’opportunità per riscoprire l’essenza della comunità e valorizzare il contributo di ciascuno. Roma ha offerto un esempio di accoglienza e inclusione.
Costruire comunità più inclusive e solidali
In conclusione, la grande partecipazione ha testimoniato la crescente sensibilità verso i temi della disabilità e il desiderio di costruire comunità più inclusive e solidali. Il Giubileo ha rappresentato un’occasione preziosa per abbattere barriere, non solo fisiche ma anche culturali e mentali, promuovendo un messaggio di speranza e di piena cittadinanza per tutti, al quale Villa Iris e Villa Cosmo hanno potuto attingere a piene mani.



