“LA DONNA DI ESTAVIDA”: DALLA VIOLENZA SUBITA ALLA RINASCITA

Il 21 febbraio alle 21 al Planet Fun di Zoppola (ingresso gratuito) la rappresentazione dell’opera teatrale di Luana Miol, a seguire tavola rotonda sulla violenza di genere.

ZOPPOLA – Una storia di rinascita, il viaggio di una donna attraverso la violenza e il dolore si trasforma in riscatto attraverso un percorso intimo alla riscoperta delle aree più profonde del sé. Mercoledì 21 febbraio alle 21 al Planet Fun di via Risiera 4 a Zoppola (ingresso gratuito) andrà in scena “La donna di Estavida” di Luana Miol, rappresentazione teatrale con Carlotta Bortolin e Ester Laviola, voce fuori campo di Alessandro Gennaro, musiche di Alberto Chicayban, regia di Luana Miol e Alessandro Gennaro. A seguire tavola rotonda sulla violenza di genere. Promotore della serata il Gruppo teatro Parole Note in collaborazione con Mondo caraibico ed artistico aps, Planet Fun, Cooperativa sociale Itaca, Federazione italiana teatro amatori.

“La donna di Estavida” è un viaggio fatto di immagini, illusioni e metafore, in cui la violenza di genere – psicologica, economica e domestica – è rappresentata attraverso la compartecipazione di diversi linguaggi artistici che si mettono in correlazione, si compenetrano e si integrano coinvolgendo tutte le sfere della percezione. Recitazione, fotografia, danza e musica sono legati da un unico fil rouge, la violenza di genere, in un viaggio interiore attraverso il dolore dell’anima e del corpo che coinvolge l’intera scenografia grazie alla proiezione di immagini e all’accompagnamento di musiche inedite composte dal maestro Alberto Chicayban.

Giochi di luci, chiaro-scuri, lo sguardo a tratti drammatico negli scatti dei fotografi Gabriele De Nardo e Ruggero Ruggeri, a tratti delicato e femminile nelle foto di Leonardo Fabris, l’intensità del corpo danzante e della musica di sottofondo si contrappongono ai rumori sordi e forti della violenza, lasciando aperta allo spettatore la strada verso la riflessione e la speranza nelle immagini di Fabio Fedrigo. I quattro fotografi con le loro opere sovvertono i canoni della mostra fotografica, fondendosi con la scenografia apparentemente scarna ma piena di pathos.

La protagonista matura un percorso di riscatto, che parte da un lavoro intimo della propria immagine di donna, un viaggio onirico, fino a toccare le aree più profonde di sé. Dalla disperazione alla rivolta, ad un pallido nuovo inizio che prende colore assieme all’evoluzione dell’idea femminile interiore che diventa opera d’arte.

A seguire la tavola rotonda dedicata alla violenza di genere con l’obiettivo evidenziare come il tessere legami solidali sia l’unico modo per contrastare la violenza. La legge e gli aspetti giuridici saranno trattati dall’avvocato Alessio Pagnucco, per delineare i confini del fare e i modi per chiedere aiuto. La Cooperativa Itaca sarà presente con Laura D’Ospina, referente interna per le pari opportunità, per sottolineare l’importanza nei luoghi di lavoro di offrire spazi di ascolto e formazione per attuare le pari opportunità, promuovendo un vocabolario sociale di rispetto fatto non solo di parole ma anche di azioni.

Spazio poi al progetto europeo “CHANGE. Pathways to prevent and combat gender-based violence”, co-finanziato dalla Commissione Europea e guidato dalla stessa Itaca che, unitamente al partner L’Istrice aps, presenterà con Valeria Capalbo e Ilaria Roveda lo Sportello per Uomini Autori di Violenza di Pordenone, nonché i percorsi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere attivati nelle scuole.

Il punto di vista delle nuove generazioni vedrà l’esibizione della giovane ballerina di danza contemporanea Ester Laviola e l’inedito rap dal titolo “Sempre vita” di Marotz. Il maestro Alberto Chicayban presenterà brevi quadri musicali di donne compositrici che, con il loro coraggio artistico, hanno contrastato la supremazia maschile.

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