I LABORATORI DIFFUSI #1

Come pensare un’estate diversa? Dieci progetti sperimentali rivolti a bambini e ragazzi con disabilità e/o fragilità, vi presentiamo i primi cinque.

AZZANO DECIMO – L’estate 2020 verrà ricordata come l’estate del Coronavirus e, soprattutto da chi lavora con bambini e ragazzi fragili, come l’estate da ripensare in una logica di sicurezza, ma anche di ripresa delle relazioni sociali dopo un periodo di isolamento, che è stato difficile per tutti.
Le restrizioni dettate dai protocolli ci hanno costretto a ripensare anche alle modalità dello stare insieme e, dove prima si lavorava con l’obiettivo di coinvolgere i bambini/ragazzi anche sul piano del contatto ravvicinato, della condivisione di giochi ed oggetti, con questa nuova fase si è stati costretti a mettere in primo piano la sicurezza, che prevede il distanziamento fisico e l’utilizzo di strumenti (mascherine) che riducono l’espressività del volto come canale di comunicazione.
Proprio per questo, con tutti gli educatori abbiamo condiviso l’importanza, dopo il percorso di Smart Education, di prevedere una fase di lavoro individualizzato in presenza, finalizzato all’acquisizione delle nuove regole di relazione da parte dei bambini e ragazzi, per fornire loro i nuovi strumenti dello stare insieme, abituandoli gradualmente.
Preventivamente, le famiglie sono state coinvolte dalle assistenti sociali per condividere la ripresa dei servizi e la presa di coscienza dei rischi e delle responsabilità nel riavvio del servizio educativo.
Per la progettazione dell’estate di bambini e ragazzi con disabilità e/o con fragilità, il team di lavoro della Cooperativa Itaca, che aveva già sperimentato l’implementazione della Smart Education, ha scelto di partire dalle Linee Guida nazionali e regionali per elaborare un progetto base, contenente le norme di sicurezza imprescindibili, in un quadro definito e condiviso con il Servizio Sociale Sile e Meduna.
A partire da questo progetto generale, facendo emergere dai singoli educatori le esigenze dei bambini/ragazzi, in alcune situazioni coinvolgendo anche il servizio specialistico, e sentite le disponibilità delle famiglie, sono state attivate equipe di lavoro, condotte ognuna da un referente, e che hanno operato per la programmazione di attività educative sia legate ad una tematica comune ai bambini/ragazzi partecipanti, sia legate agli specifici bisogni del singolo.
Queste piccole equipe hanno elaborato 10 progetti di laboratori tematici distribuiti su quattro Comuni per renderli facilmente fruibili dalle famiglie, che sono stati realizzati a partire dall’ultima settimana di giugno fino alla prima di agosto, ciascuno con una propria tempistica.
I locali individuati sono stati la Barchessa ad Azzano Decimo, punto di incontro per 3 laboratori; l’ex Latteria di Praturlone per 2 gruppi; la Palestrina di Prata di Pordenone per 2 gruppi; la sede dell’associazione Sulla Soglia per altri 2 gruppi; la sede della Pro loco di Pescincanna per un gruppo.
Buona parte di questi spazi sono stati resi disponibili grazie all’intervento del responsabile del Servizio Sociale che ha coinvolto le amministrazioni comunali.
I partecipanti, seguiti dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile e La Nostra Famiglia sono stati complessivamente 38, tra cui 3 bambini della scuola dell’infanzia, 8 bambini dell’età della primaria, 10 ragazzi della secondaria di 1^ grado, 16 ragazzi delle superiori, 1 ragazza che ha completato gli studi. Gli educatori coinvolti sono stati 24, di cui 8 sono stati referenti di gruppo.
La realizzazione di questa sperimentazione è stata resa possibile grazie ad un affiatato lavoro di squadra tra Cooperativa Itaca e Servizio Sociale a partire dal responsabile Stefano Franzin e dei suoi collaboratori, figure amministrative, assistenti sociali che, contribuendo ognuno per la propria parte, hanno consentito a bambini e ragazzi di poter vivere dei momenti sereni in un contesto giocoso, tanto gradito anche alle famiglie che hanno dato riscontri positivi in merito all’esperienza e ad una eventuale prosecuzione dopo l’estate.
Ognuna delle equipe ha sintetizzato in poche righe che cosa ha caratterizzato il proprio laboratorio. Un primo insieme di cinque esperienze viene riportato di seguito, le rimanenti verranno descritte in un prossimo spazio il mese venturo.

Daniela Bortolin

Coordinatrice dei Servizi Educativi

 

GRUPPO COMUNICAZIONE RAGAZZE (15-23 ANNI)

Progetto di promozione delle competenze comunicative e relazionali

Il laboratorio di ComunicAzione per ragazze sorde residenti nei comuni di Fiume Veneto e Zoppola prende avvio nel 2018 con l’intento di creare uno spazio dove ragazze adolescenti e pre-adolescenti, accomunate dalla condizione di sordità, possano sentirsi libere di esprimersi e di condividere problematiche ed esperienze tra pari.

Allo stesso tempo, obiettivo del progetto è aiutare l’autonomia comunicativa delle partecipanti – alcune con impianto cocleare e altre segnanti la Lingua Italiana dei Segni – e sostenerle a superare gli ostacoli che, in misura diversa, le ragazze affrontano ogni giorno nel comunicare con udenti e istituzioni.

Durante il particolare anno che stiamo vivendo, abbiamo deciso di continuare il laboratorio anche durante l’estate, apportando qualche modifica e portando le ragazze sul territorio, proponendo attività fisiche, visite, incontri durante i quali venisse alla luce il potenziale comunicativo di ognuna di loro.

Questa diversa strutturazione del laboratorio ha portato alla creazione di nuove dinamiche nel gruppo, già affiatato: le ragazze più espansive hanno stimolato le più timide a mettersi in gioco e, allo stesso tempo, l’intervento delle educatrici nella comunicazione e nell’interazione è divenuto sempre più marginale, lasciando spazio al carattere e all’autonomia delle partecipanti.

 

ESTATELANDIA

Progetto educativo in piccolo gruppo per bambini con problematiche comportamentali e relazionali

Il laboratorio è stato ideato per bambini che presentano problematiche comportamentali e di autoregolazione, nella fascia d’età della scuola primaria. Il percorso mirava a proporre uno spazio protetto in cui i potessero sperimentarsi gradualmente nelle competenze sociali, condividere vissuti emotivi ed elaborare reazioni alternative a momenti di forte frustrazione. Il laboratorio è stato strutturato in tre mattine tematiche: giornata creativa, giornata del gioco e giornata del movimento; tutte le attività sono state proposte su tematiche di autoregolazione emotiva, con l’affiancamento educativo.

I bambini coinvolti erano due, della stessa età con passioni simili, ma che non si conoscevano prima; fin dall’inizio dell’esperienza hanno stretto un rapporto di amicizia e collaborazione molto positivo. Hanno sperimentato entrambi momenti di successo, di fallimento e di frustrazione e insieme si sono sostenuti e aiutati.

L’intervento delle figure educative si è rivelato di appoggio e regolazione, ma i bambini hanno dimostrato una graduale autodeterminazione. Il laboratorio è stato un momento di giocosa condivisione per tutti, preparando anche alle nuove regole dell’attuale momento sociale in vista del reinserimento scolastico.

 

FARE INSIEME

Progetto educativo in piccolo gruppo per i ragazzi del laboratorio autonomie

Il progetto è stato pensato e realizzato allo scopo di proseguire e consolidare le attività programmate ed iniziate a febbraio nel Laboratorio autonomie di Azzano Decimo e al quale hanno partecipato quattro adolescenti maschi di età compresa tra 15 e 18 anni. Purtroppo, causa emergenza Covid-19, il progetto è stato sospeso a tempo indeterminato. Tuttavia, durante il lockdown e su sollecitazione stessa da parte dei componenti del gruppo, i ragazzi hanno mantenuto i contatti tramite utilizzo di piattaforma dedicata. In questo modo hanno potuto interagire seppur a distanza, raccontare i loro vissuti emotivi, dialogare e discutere sui temi contingenti, interfacciarsi con gli educatori a cui chiedere consiglio e svolgere piccole attività legate alle autonomie personali.

Con la riattivazione dei servizi educativi individuali e di gruppo previsti per l’estate, gli educatori, vista l’impossibilità dei ragazzi a partecipare al Centro estivo Arcobaleno che si tiene nel mese di luglio, hanno proposto e realizzato come alternativa il progetto “Fare Insieme”; tale iniziativa si è posta nell’ottica di creare un contenitore in cui gli adolescenti potessero ritrovarsi e riannodare i fili della relazione gruppale attraverso il gioco e la condivisione del tempo libero ma anche all’interno del quale sviluppare nuove autonomie personali nonché favorire quella sociale tramite attività e conoscenza del territorio.

Le attività proposte sono state diverse: il Circle-Time, il Videomodeling, il Roleplaying oltre alle uscite sul territorio con passeggiate, spesa al supermercato, giochi con la palla e pausa merenda anche in gelateria o al bar. Queste hanno avuto gli obiettivi di sviluppare nuove abilità come ad esempio gestire ed usare in modo consapevole un piccolo budget, muoversi sul territorio osservando il codice della strada, avere cura e rispetto per gli oggetti/beni altrui.

Durante gli incontri il gruppo ha mostrato una crescente accettazione e partecipazione alle attività proposte, una significativa componente motivazionale nello sperimentare e misurarsi autonomamente in situazioni di vita concreta, il desiderio di vivere e condividere momenti di gioco e di relazione, una significativa capacità di interagire con ciascun membro e con gli educatori.

Inoltre in alcuni momenti, e con sorpresa da parte degli operatori stessi, alcuni ragazzi hanno mostrato la capacità di saper mediare e gestire in modo appropriato talune difficoltà come, ad esempio, non saper esprimere un concetto con chiarezza o agitarsi/innervosirsi all’atto del pagamento di uno snack davanti alla cassa del supermercato.

 

FUMETTIAMO

Progetto educativo in piccolo gruppo per ragazzi con problematiche comportamentali

Il progetto è nato con l’intento di dare a ragazzi con particolari problematiche relazionali uno spazio protetto dove sperimentare in modo graduale il reinserimento in gruppi sociali. L’equipe educativa ha pensato ad attività accattivanti che potessero far emergere temi e vissuti emotivi nei contesti sociali e soprattutto coinvolgerli in un lavoro di gruppo che permettesse loro di collaborare. I ragazzi coinvolti, infatti, sono stati chiamati a creare un fumetto che parlasse di loro e del loro mondo, con problemi, difficoltà, giudizi, ma anche punti di forza, strategie per far fronte ai problemi e vittorie. Gli educatori coinvolti hanno guidato questo lavoro di creazione, supportando i ragazzi anche in momenti di demoralizzazione; il lavoro di autoanalisi e conoscenza reciproca ha permesso di realizzare una storia illustrata molto originale e interamente ideata dai ragazzi, con l’obiettivo che la loro storia possa diventare la storia di tutti i ragazzi.

 

GIOCHIAMO L’ESTATE

Routine, strutturazione, giochi motori e attività a tavolino per crescere insieme. Progetto in piccolo gruppo per bambini dai 4 ai 6 anni

Il progetto è stato ideato allo scopo di offrire a tre bambini, frequentanti diverse scuole dell’Infanzia, un contesto di piccolo gruppo che potesse costituire una nuova opportunità di socializzazione e di sperimentazione conseguente al periodo di lockdown e sospensione delle attività. I bambini hanno potuto ritrovare uno spazio protetto, strutturato, una routine giornaliera, delle attività e dei momenti di gioco libero dove potersi sperimentare e mettere alla prova. È stato possibile lavorare in piccolo gruppo per migliorare le capacità comunicative e relazionali, per incrementare i tempi di attenzione e la partecipazione funzionale alle attività, per promuovere competenze di categorizzazione e potenziare le abilità fino e grosso-motorie. Durante il laboratorio sono state proposte in modo alternato attività a tavolino, attività motorie e con la musica, e brevi momenti ludici gestiti con il timer.

I bambini hanno dimostrato interesse, motivazione e impegno nelle attività presentate, ambientandosi fin da subito ed entrando piano piano in relazione con tutte le educatrici presenti. Nonostante le loro difficoltà ed un iniziale rigidità, i partecipanti si sono approcciati gradualmente anche ai coetanei in modo più interessato e frequente, ricercandosi poi autonomamente. Grazie a canzoncine, supporti visivi e strumenti volti a strutturare la giornata, i bambini hanno mostrato nel corso del tempo una progressiva autonomia nel loro utilizzo funzionalmente adeguato e vissuto le mattinate serenamente, con gioia ed in armonia.

In base alle singole competenze è stato possibile tarare il livello di difficoltà delle proposte, grazie anche al rapporto 1:1 con l’educatrice, ma sempre nell’ottica del lavoro in piccolo gruppo e del benessere dei bambini.

 

Equipe educatori territorio Uti Sile e Meduna

Cooperativa sociale Itaca

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