LA COMUNITÀ DI ARTA: UN ESPERIENZA DURATA 23 ANNI

Il nostro grazie a tutte le persone che abbiamo incontrato

ARTA TERME – Il 2 maggio 1996 e il 1° ottobre 2019 segnano l’apertura e la chiusura della Comunità di Arta, la prima struttura della salute mentale aperta da quella che è oggi l’Aas 3 “Alto Friuli – Collinare – Medio Friuli” e data in gestione alla Cooperativa sociale Itaca.
Ventitré anni di storia vissuti tra incontri, scambi e relazioni. Tante persone tra operatori, beneficiari del servizio e familiari sono passate, e si sono incrociate molte storie di vita e di lavoro. Momenti intensi, forti e a volte critici. Prima dell’apertura del Csm di Tolmezzo sulle 24 ore ne usufruivano anche persone in fase acuta, delle quali ci prendevamo cura in stretta collaborazione con il Servizio pubblico. In seguito, gli inserimenti sono stati sempre più finalizzati alla creazione di progetti che favorissero l’autonomia delle persone. È stato un gruppo in movimento con ingressi, uscite, nuovi arrivi e dipartite, ma è sempre rimasta viva la dimensione comunitaria fatta di attenzione alle persone, condivisione e propensione al cambiamento.
Certo, che la Comunità terapeutico riabilitativa di Arta dovesse chiudere lo sapevamo, problemi logistici, strutturali, di sicurezza ma, forse, in fondo speravamo che ciò non avvenisse, speravamo nell’apertura di un altro luogo dove poterci trasferire come Comunità. Alla fine, sono state scelte alternative più evolutive.
Le cose finiscono si sa, cambiano e si modificano, e non per forza in negativo, a noi rimane un po’ l’amarezza di non aver potuto salvaguardare quella dimensione comunitaria in cui abbiamo tanto creduto, e l’equipe di lavoro che negli anni si è creata e trasformata.
Sono le 19.30 di un venerdì e quando io e Davide ci chiudiamo la porta della Comunità alle spalle, oltre alla contentezza di aver “sbaraccato” tutto c’è un po’ di malinconia nel chiudere un’esperienza, la nostra, durata 23 anni. La signora Giovanna ci saluta dispiaciuta di perdere noi come vicini e con la frase “adesso rimango da sola qui” ci lancia chiaro il messaggio che siamo stati dei bravi vicini, rispettosi, presenti e poco invadenti.
Io personalmente ringrazio tutte le persone che ho incontrato, i beneficiari e tutti i miei colleghi (anche quelli che, per necessità o per scelta, hanno cambiato lavoro o mansione) per le emozioni, gli scambi e le relazioni che mi hanno regalato, facendomi crescere sia professionalmente che a livello personale.

La coordinatrice
Elisa Barbarino

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