ANCHE LE PERSONE CON DISABILITÀ INTELLETTIVA DIVENTANO ADULTE

Nato da una co progettazione tra Aas5 e Itaca, a Villa Carinzia il “Progetto Autismo” valorizza le individualità e promuove l’autonomia

PORDENONE – Fino a qualche anno fa, non era neanche immaginabile pensare che una persona con disabilità intellettiva, inserita all’interno di un Centro diurno, potesse affrontare un percorso verso una vita adulta, tanto meno verso un’autonomia possibile. Oggi è conosciuto, condiviso e valorizzato che anche le persone con disabilità intellettiva diventano adulte e possono trovarsi ad affrontare nuovi compiti e responsabilità. Con questa convinzione, da due anni a questa parte, stiamo lavorando in via Canaletto a Pordenone con il Progetto Autismo, una “palestra” che valorizza le individualità delle persone promuovendone la dignità attraverso una visione diversa della disabilità intellettiva.

Nato da una co progettazione tra Azienda sanitaria n.5 Friuli Occidentale e Cooperativa sociale Itaca, il Progetto Autismo favorisce l’autodeterminazione della persona con disabilità per metterla nelle condizioni di poter fare delle scelte per la propria vita e costruire una prospettiva verso una autonomia possibile, laddove ciò sia realizzabile. Attualmente, nella sede di Villa Carinzia in cui è accolto, il Progetto Autismo si dirama in un modulo autismo rivolto a tre giovani adulti e in un Centro diurno che coinvolge dieci persone con disabilità intellettiva e fisica importante.

La sperimentazione

Tutto inizia nel 2015, a partire dalla situazione complessa di un ragazzo autistico, il quale, una volta concluso il percorso scolastico, non trova risposte adeguate all’interno del territorio né in termini logistici né di inclusione. Da qui, da un bisogno reale al quale dare risposta, l’Aas5 ha attivato un percorso teso a revisionare l’operatività e l’offerta di opportunità rivolta alla persona con disabilità, individuando nella sede di via Canaletto un potenziale punto di partenza.

A quell’epoca, una parte di Villa Carinzia era dedicata a due servizi, l’unità educativa territoriale il “Giardino delle sorprese” e il Centro diurno rivolto a persone con disabilità intellettiva medio-grave, entrambi gestiti da operatori del servizio pubblico e situati al primo piano dell’edificio. Il secondo piano, ancora inutilizzato, era stato individuato (e reso disponibile) per la sperimentazione di una progettualità con un ragazzo autistico, attraverso l’affiancamento di un’educatrice di Itaca nell’ambito della legge 41. L’Aas5 aveva messo, inoltre, a disposizione uno psicologo come supervisore del progetto individualizzato, a supporto del team di lavoro.

L’ampliamento del progetto

I riscontri positivi di quel percorso avevano convinto Aas5 e Itaca ad unire le forze, anche alla luce di nuove e simili situazioni emerse a seguito di un’accurata analisi dei bisogni del territorio. Di qui l’ampliamento del Progetto Autismo e l’apertura dello stesso ad altre tre persone. Rilevata la qualità degli interventi educativi offerti da Itaca, l’Aas5 aveva successivamente ritenuto di affidare alla Cooperativa – a partire da agosto 2016 – anche la gestione del Centro diurno. Da quel momento e sino al mese di marzo del 2017, le attività sono proseguite in un lavoro congiunto tra operatori aziendali e operatori Itaca.

Progetto Autismo oggi

Grazie alla messa in comune di competenze e professionalità Aas5 e Itaca ampliano così l’iniziale sperimentazione, fino a costruire un progetto dedicato ad accompagnare il passaggio dall’età giovanile a quella adulta di un gruppo di persone con disabilità intellettiva e disturbi dello spettro autistico, utilizzando non solo un approccio psico educativo ma soprattutto mettendo in rete servizi a carattere semiresidenziale e educativo.

Oggi il Progetto Autismo di via Canaletto si articola in due progettualità interconnesse: il modulo autismo, ospitato al secondo piano e rivolto a tre giovani adulti caratterizzati da “comportamenti-problema” importanti, affiancati da altrettanti operatori in rapporto 1:1; il Centro diurno, che trova spazio al primo piano e si rivolge a dieci persone con disabilità intellettiva e fisica importante, seguite da un gruppo di lavoro composto da sei operatori, di cui un’educatrice e cinque Oss.

La filosofia di via Canaletto

La filosofia del Progetto Autismo è attivare dinamiche di interscambio, interno al servizio, che vadano al di là del classico affiancamento uno ad uno. Che favoriscano le relazioni, sia puntando sulla flessibilità e favorendo la relazione con persone diverse, sia stimolando l’accettazione di figure di riferimento differenti.

L’idea di fondo è creare un microcosmo di relazioni, fondato sulla condizione di protezione sociale che assicura lo stare all’interno della “struttura”, che possa preparare le persone ad andare fuori, nel contesto comunitario, ad uscire e relazionarsi con gli altri, anche affrontando situazioni meno strutturate.

Il Centro diurno diventa così un luogo di sviluppo della persona, un punto di partenza non solo per valorizzarne le individualità, ma anche per potenziare alcuni pre requisiti, quali l’autonomia e le relazioni interpersonali. Perché se la prospettiva è quella di affrontare in maniera adeguata la vita adulta “fuori”, ci vuole allenamento per poi sostenere il percorso verso un’autonomia possibile, che comporta l’assunzione di nuovi compiti e nuove responsabilità. E ciò significa anche relazionarsi con altre persone sviluppando un proprio senso di appartenenza al territorio.

Le collaborazioni con il territorio

Ed è proprio il territorio l’ultimo tassello (ma solo in ordine di tempo) ad entrare nel Progetto Autismo. Costruire reti reali e consolidare quelle già attivate è uno degli obiettivi di via Canaletto che, attraverso il progetto Genius Loci, ha aperto le prime relazioni con l’universo dell’associazionismo del quartiere di Borgomeduna. E poi ci sono le agenzie educative, ed una prima collaborazione sta partendo con la scuola primaria De Amicis di via Udine, facente parte dell’Istituto comprensivo Pordenone Sud, per la riorganizzazione della Biblioteca di quartiere. Una convenzione è già stata sottoscritta tra Itaca, Genius Loci e Istituto Pordenone Sud all’interno del progetto delle “Biblioteche scolastiche innovative”.

Fabio Della Pietra e Monia Crasta

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