I SEGRETI DEL SUCCESSO DEL CENTRO ESTIVO ARCOBALENO

Team affiatato, tante attività sportive e libertà di scelta

AZZANO DECIMO – L’Arcobaleno è un Centro estivo integrato e innovativo rivolto sia a ragazzi disabili sia normodotati (per leggere l’articolo di presentazione clicca qui). Gestito dall’omonima associazione sportiva in stretta collaborazione con la Cooperativa sociale Itaca, ha diversi punti di forza a partire dal team, composto da 25 educatori esperti e molto affiatati di Itaca stessa, uno staff numeroso e preparato che consente di mantenere un rapporto significativo di 1/3 tra educatori e ragazzi. Ma c’è anche l’ampio ventaglio di attività sportive proposte, cui i ragazzi sono sempre liberi di partecipare o che possono non frequentare. E ancora l’integrazione tra ragazzi disabili e normodotati in un contesto nuovo, protetto e stimolante.
La giornata tipo inizia nella sede degli impianti sportivi di Azzano Decimo alle 8 del mattino con il momento dell’accoglienza che dura sino alle 8.30. A seguire, tutti insieme iniziano un percorso chiamato “benessere”, giocando con gli attrezzi sportivi, successivamente entrano nella pista di atletica insieme ai ragazzi e si dividono in tre gruppi, e insieme agli educatori partono le attività sportive. A metà mattinata merenda di gruppo, poi ancora attività, sotto al tendone quelle di laboratorio, all’aperto le attività sportive strutturate come tennis o tiro con l’arco calcio. Alle 12 arrivano i genitori e la giornata è conclusa.
Del Centro estivo Arcobaleno abbiamo parlato con chi ci lavora da sempre, che ci ha raccontato la sua esperienza. Abbiamo posto loro tre domande: 1.Che differenza hai notato tra il Centro estivo Arcobaleno e i Centri estivi tradizionali? 2.Quali sono gli aspetti positivi e quali le criticità della tua esperienza? 3.Quali miglioramenti hai notato nei ragazzi disabili che lo frequentano? Di seguito le loro risposte.

Vincenzo Morgante, presidente dell’associazione Arcobaleno.
1.Seguo anche Centri estivi per ragazzi normodotati da più di 10 anni in strutture sportive tradizionali. Le attività qui sono strutturate in base alle esigenze e ai bisogni dei ragazzi, questa è la prima differenza, inoltre siamo un alto numero di educatori che seguono i ragazzi rispetto agli altri Centri estivi, sia con interventi individuali sia di gruppo.
2.Riguardo agli aspetti positivi, costato che dopo 5 anni di attività il gruppo crede in quello che fa, c’è condivisione, conoscenza e confronto continuo fra noi educatori e i ragazzi. Li lasciamo liberi di conoscere tutti gli educatori, non esistono proprietà, salvo per casi ove sia necessario il rapporto uno a uno. Tutti i ragazzi sono di tutti e sono liberi. Siamo attenti anche alle esigenze specifiche di ognuno di loro, come l’aver mantenuto sempre la regolarità del programma delle attività mattutine, pensata appunto per quei ragazzi con problematiche particolari.
3.I miglioramenti si possono vedere durante la giornata del meeting, per il quale i ragazzi vengono preparati nelle settimane precedenti. Certamente, le attività sportive previste durante tutto l’anno contribuiscono a migliorare le loro capacità fisiche.

Francesca De Grandis, referente del Centro estivo, coordina gli educatori insieme a Vincenzo Morgante, gestisce i rapporti con le famiglie, segue la parte organizzativa come la raccolta delle iscrizioni, informazioni, contatta i servizi. Si occupa inoltre di gestire i momenti di condivisione, come la merenda, e anche la parte infermieristica.
1.In quelli tradizionali ho avuto una brevissima esperienza non particolarmente costruttiva, seguivo un ragazzo con disturbi comportamentali che pochi giorni dopo è stato allontanato. Un po’ per questo e soprattutto per la mia maturata esperienza lavorativa, posso dire che la differenza principale con gli altri Centri estivi consiste nel fatto che l’Arcobaleno è un Centro estivo integrato pensato per ragazzi disabili, ma aperto anche ai ragazzi normodotati e ai volontari, con i quali fanno gruppo e sono assolutamente inseriti. La strutturazione è completamente diversa e basata sull’attività sportiva che fa da filo conduttore. Viene organizzato anche un evento per stare tutti insieme e vedere il lavoro fatto con i ragazzi, ovvero il meeting, volutamente senza medaglie, dove tutti i partecipanti vengono premiati. È un Centro estivo nel quale non mancano gli scontri tra i ragazzi, ma tutto rimane un ambiante protetto con la presenza di tanti educatori (1 a 3 il rapporto) che li seguono e mediano eventuali situazioni di criticità. Per noi è importante ascoltare i ragazzi, li lasciamo liberi di scegliere quali attività fare, senza obbligarli in alcun modo.
2.Tra gli aspetti positivi annovero il team, che si conosce e fa davvero gruppo, ognuno è alla pari degli altri, non c’è una gerarchia e i referenti del gruppo sono autonomi. Il punto critico, invece, riguarda un aspetto più amministrativo sul quale dobbiamo lavorare, ovvero chiedere una maggior puntualità alle famiglie e ai servizi nel momento delle iscrizioni, perché diventa complicato aggiungere a Centro estivo iniziato nuovi ragazzi ad un gruppo già formato.
3.I miglioramenti principali rientrano soprattutto nella sfera comportamentale, molti ragazzi sono difficili dal punto di vista caratteriale, e a casa o a scuola hanno delle difficoltà caratteriali. Qui hanno dimostrato di essere collaborativi e responsabili, hanno aiutato noi educatori e sono stati sempre rispettosi nei confronti di tutti e delle attività. Con grande sorpresa anche per noi. Ci sono stati anche casi non da subito semplici da gestire, ma abbiamo trovato anche in quel caso la soluzione giusta o che ci sembrava adeguata.

Chiara Del Fré, educatrice.
1.Il Centro estivo Arcobaleno è improntato sullo sport, questa è la prima differenza. Ci sono attività svolte direttamente in pista come la corsa, il lancio del peso, il tiro col vortex, il salto in alto e in lungo, e altre attività come tennis, calcio, volano e tiro con l’arco, oltre ai laboratori creativi svolti nell’area dedicata. Gli sport possono essere provati da tutti i ragazzi senza distinzione di fascia d’età o grado di disabilità. Ulteriore importante differenza è che le persone che seguono i ragazzi sono tutti educatori preparati e formati, che sanno dunque cosa fare in caso di bisogno, oltre ciò non dimentichiamo l’aiuto dei volontari.
2.Uno degli aspetti positivi del Centro estivo è che siamo una bella equipe, un gruppo affiatato che si aiuta e si sostiene reciprocamente, sperimentando un’esperienza di condivisione. I ragazzi qui possono mettersi alla prova dal punto di vista fisico e non solo, scegliendo liberamente quale sport provare e sono impegnati in attività strutturate, adatte ai loro bisogni, per tutto il periodo del Centro estivo. In questo modo non sono lasciati soli a trascorrere le vacanze estive, magari annoiandosi o partecipando a Punti verdi che non riescono a coinvolgerli completamente, a causa della loro strutturazione con il gioco libero.
Effettive criticità non ce ne sono, il Centro estivo è ben organizzato, l’unico aspetto sul quale si può ragionare è se ci sia bisogno di organizzare delle attività strutturate anche nel momento dell’accoglienza. È un aspetto che andrà valutato per il prossimo anno.
3.I miglioramenti sono certamente fisici, dal punto di vista tecnico i ragazzi migliorano negli sport e anche la loro muscolatura si scioglie e si rilassa. Inoltre, migliorano le loro capacità personali, aumentano l’autostima e la gratificazione, come anche quelle sociali, crescono lo spirito di squadra e le relazioni con le persone.

Abbiamo raccolto, inoltre, le voci di uno dei bambini che frequentano l’Arcobaleno e della volontaria chi si occupa della segreteria. Jacopo racconta che le attività che gli sono piaciute di più sono state il tennis, il calcio, fa il portiere, e l’atletica. Ha fatto amicizia con tutti i ragazzi del Punto verde e con gli animatori. Non ha partecipato, però, alla giornata del meeting perché era in gita fuori porta in moto con lo zio, ma racconta di aver preparato la bandiera che i suoi amici hanno usato per la sfilata. Aveva già avuto esperienze in altri Centri estivi ma si è sempre annoiato ed erano troppo affollati, qui invece è riuscito a rilassarsi e a divertirsi. Sicuramente vorrà tornare il prossimo anno.
Gloria Melchior è la volontaria che da due anni si occupa ogni giorno di trascrivere sul registro le presenze dei ragazzi e dei volontari. Ci racconta che frequenta l’Arcobaleno da 4 anni circa e l’attività che svolge le piace, ma trova qualche difficoltà quando c’è tanta confusione perché perde la concentrazione.

Pamela Corrier

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