OPERATORI SOCIALI PRIVI DI TITOLI: ACI SOCIALI FVG CHIEDE UN INCONTRO URGENTE ALLA PRESIDENTE SERRACCHIANI

Udine

Operatori sociali privi di titoli, la Regione Friuli Venezia Giulia è in ritardo, l’impegno preso dall’Amministrazione regionale di presentare nuove proposte al momento appare ancora disatteso. Di qui la lettera di Aci Sociali Fvg alla presidente della Regione, Debora Serracchiani, per chiedere un incontro urgente con l’obiettivo di sbloccare una situazione che si sta facendo sempre più pesante per 5 mila lavoratori, quasi la metà delle operatrici e degli operatori del settore.
Nella missiva sottoscritta da Giada Pozzetto, Luca Fontana e Gian Luigi Bettoli – presidenti regionali rispettivamente di Agci Solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoopsociali -, si sottolinea la situazione “relativa alle migliaia di operatori (cooperatori sociali, ma non solo) privi di titolo. Dopo il rinvio del provvedimento di regolarizzazione presentato in sede di legge di assestamento di bilancio a luglio, la situazione appare aggravata”.
Tre i passaggi sottolineati da Aci Sociali Fvg. Per iniziare il “blocco intervenuto in questi mesi del percorso intensivo di formazione degli operatori di assistenza al fine della qualificazione come Oss, sospeso praticamente a metà strada”, che vede circa 1800 operatori formati e 1800 circa da formarsi, cifra destinata a lievitare se non si trovassero altre soluzioni tecniche per gli “educatori non qualificati. Ciò “a causa del noto contenzioso tra gli assessorati alla Salute ed alla Formazione. Fatto assurdo – evidenziano Pozzetto, Fontana e Bettoli -, vista la celerità e positività dell’esperienza formativa finora realizzata”.
Altro punto la “mancanza, ormai dal 2012, di corsi Oss per disoccupati ed occupati privi di crediti formativi, il che sta favorendo l’attività speculativa di istituti di formazione di altre regioni”. Infine, “l’emergere di ulteriori problematiche relative al ruolo degli operatori non sanitari impegnati con funzione di aiuto protesico alla somministrazione dei farmaci agli utenti, senza la cui risoluzione la Regione si troverebbe per assurdo a dover assumere centinaia di infermieri professionali, spesso con pure funzioni di vigilanza”.
A oggi, “a dispetto degli impegni presi dall’Amministrazione regionale, non sono state presentate nuove proposte”, di qui la lettera alla presidente Serracchiani, che Aci Sociali ha inteso coinvolgere anche per il suo ruolo di leader politica nazionale. “Crediamo che le questioni oggetto delle nostre sollecitazioni, in particolare le vicende degli “educatori privi di titolo” e l’aiuto alla somministrazione dei farmaci, possano trovare in primo luogo risposta in sede di legislazione nazionale, ad esempio con la sanatoria prevista in sede di Ddl Iori nel primo caso, e con una semplice norma ad hoc nel secondo”.
Ipotesi che comunque “non esonera la Regione dal riprendere, recuperando i ritardi accumulati, la formazione degli Oss e da un intervento di garanzia per il personale in servizio, in attesa dei provvedimenti nazionali”.

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