LA FATTORIA SOCIALE PRENDE VITA

L’ex San Patrignano accoglierà i disabili e diventerà operativa ad aprile

Sacile

«Non ci saranno più anni di vuoto per la struttura di San Giovanni di Livenza che entro il mese di aprile tornerà a vivere attraverso un Progetto che vedrà comunità e giovani operare fianco a fianco. Lo aveva anticipato Alberto Grizzo, coordinatore socio-sanitario dell’Azienda 6 nel corso della firma dell’affidamento all’Auser della casa del custode della struttura, e ora lo conferma la responsabile del settore disabilità dell’Ambito 6.1, Emanuela Naibo. Quest’ultima annuncia: «domani, alle 20.30, presenteremo ai rappresentanti del Comitato spontaneo sorto a difesa della struttura, alla Pro loco, all’Auser, e alla comunità, il “Progetto San Giovanni di Livenza”, elaborato dall’Azienda sanitaria 6, l’Ambito 6.1 Sacile con le cooperative Universis, Itaca e Acli che fanno parte della coprogettazione.
Vogliamo – aggiunge – condividere con loro le finalità del progetto, ma anche verificare come allargare la rete delle collaborazioni alla Caritas con la quale già lo scorso anno abbiamo iniziato a condividere iniziative, alle Parrocchie e ad altre associazioni di volontariato». Aggiunge che sul percorso della Fattoria sociale il progetto che è stato elaborato è quello di riuscire a mettere a disposizione della comunità di San Giovanni di Livenza le capacità dei ragazzi che saranno impegnati. Pertanto non solo lavorare negli orti sociali fianco a fianco con i sangiovannesi, ma riuscire anche a fare in modo che un ragazzo vada per esempio a fare la spesa per un anziano o si occupi di altri lavoretti. Il disabile deve offrire insomma un servizio alla comunità sulla base delle proprie capacità.
All’avvio dell’attività che avverrà entro il mese di aprile saranno impegnati 4/5 ragazzi che frequentano il Centro diurno (opera all’interno della struttura ospedaliera) e altri ragazzi che hanno già seguito il percorso del laboratorio “Noi autisti di strade”, già operativo al Distretto Ovest di Sacile, tenuto da operatori del Distretto e dell’Ambito.
I ragazzi che saranno impegnati in questo avvio del Progetto San Giovanni di Livenza saranno seguiti da operatori dell’Ambito e dell’azienda sanitaria, Assistenti sociali ed educatori che ora sono impegnati in un corso di formazione.
Saranno riproposti gli orti sociali già sperimentati lo scorso anno, che vedranno i ragazzi impegnati nella lavorazione, nella produzione e nella distribuzione dei prodotti che entreranno nella rete di distribuzione di enti e della Caritas, ma anche di famiglie che verranno indicate.
Ultimo tassello del progetto l’affidamento in comodato del nuovo fabbricato che ospiterà i laboratori, le serre per le coltivazioni, in attesa una volta realizzata la fattoria sociale di allargare la sua attività alla intera struttura.
«Domani – conclude la Naibo – porteremo queste idee alla comunità sangiovannese proprio per condividerle avendo quale obiettivo finale comune, la Fattoria sociale».

Gazzettino
30 Marzo 2014
Ed: PORDENONE
Pagina: 13

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