A TU PER TU CON I FABERS

A TU PER TU CON I FABERS #1

Alessandro Vit e Luca Gabrielli

Alessandro Vit

Alessandro Vit

Direttamente dalla voce dei fabers, impegnati da qualche settimana per trasformare la loro idea d’impresa in progetto. Ve li presentiamo ad uno ad uno, attraverso le loro risposte alle nostre tre domande.

Alessandro, referente del progetto FONDÀCO

Come vi siete avvicinati a FAB?

Se questo fosse un questionario metterei una crocetta su “parenti e amici”. In realtà ci siamo avvicinati a FAB per intercettare un’opportunità, perché era l’occasione giusta per metterci alla prova. Parlavamo da tempo del progetto di aprire un laboratorio con altri artisti e sentivamo che il bisogno di creare uno spazio dove poter lavorare era condiviso. Immaginavamo un luogo del fare attivo, sociale, moderno, ed avendo alle spalle un background artistico articolato e diverse esperienze, ne vedevamo la ricaduta sociale sul territorio. Ho letto online il bando di FAB quando mancava una settimana alla scadenza e ne ho parlato con Luca. Ci siamo detti che il nostro laboratorio era il progetto perfetto e che era giunto il momento di provare ad offrirlo alla città. Così abbiamo scritto la nostra idea e le abbiamo dato un nome: FONDÀCO. Ed è andata bene.

Da quali fasi è scandita la vita quotidiana nel generatore d’impresa?

La mia giornata di lezioni in Academy inizia alle sei con un capo in b in stazione a Trieste. È curioso per me che sono cresciuto accanto al Tagliamento attraversarlo ogni mattina verso Pordenone, non mi sento un comune pendolare. Mi sono trasferito a Trieste anni fa per studiare ed ora ci abito. A Trieste mi chiamano furlàn, a Sedegliano triestìn. Quando incontro gli altri ragazzi iniziamo a confrontarci su come si stanno evolvendo i nostri progetti. Il luogo, lo spazio che coabitiamo, è importante. Ci aiuta a ricordarci che siamo lì per le nostre idee, perché crediamo in valori comuni. Siamo un gruppo di giovani uniti dalla voglia di intervenire sul nostro territorio in maniera attiva ed innovativa, mettendoci in gioco in prima persona. Le lezioni sono vivaci, lavoriamo sia su di noi come neo-imprenditori che sui nostri progetti. Indici, piani economici, canvas, the village, metaprogrammi, sono tanti gli strumenti che utilizziamo. E’ una scuola, sappiamo che stiamo lavorando per creare il nostro futuro ed il futuro del nostro territorio, quindi ne usciamo stanchi ma contenti.

Come si sta sviluppando la tua idea imprenditoriale?

È come quando hai immaginato un bellissimo paesaggio e giunge il momento di dipingerlo: bisogna lavorarci per gradi, dai bozzetti ai dettagli, pianificando la composizione. Ed è necessario conoscere le giuste tecniche ed applicarle correttamente perché il dipinto duri negli anni. Poi bisogna anche sapersi innovare, trasformando ed adattando le tecniche ai tempi che corrono, ed è la componente creativa la più affascinante. FAB mi ha aiutato a focalizzare il nucleo dell’idea per poter smontare e rimontare le cornici e le strutture che la supportano in maniera più solida. Mi ha aiutato a vederla da molteplici punti di vista e sotto diverse luci. Ora l’idea è diventata il progetto d’impresa di un team ed abbiamo scoperto al suo interno potenzialità di cui avevamo solamente intravisto la portata. Presto saremo orgogliosi di esporlo a tutti.

A TU PER TU CON I FABERS #2

Alessandro Zorzetto

Alessandro Zorzetto

Alessandro Zorzetto

Seconda intervista ai fabers, sentiamo un’altra voce…

Alessandro, referente del progetto RURAL BOX

Come ti sei avvicinato a FAB?

A inizio anno ho notato un gigantesco murale appena dipinto sul magazzino della stazione di Sacile. Facendo un po’ di ricerca in rete ho scoperto che si trattava di un’opera autorizzata, commissionata da un ente e retribuita con fondi comunitari. Per curiosità ho contattato l’associazione che l’aveva realizzato e mi è stato chiesto di pubblicizzare alcune loro attività culturali, così sono entrato nel sito del Centro Giovani per pubblicare qualche annuncio e lì ho trovato il bando per la seconda chiamata di FAB. Avevo seguito le tracce di una pista che mi avrebbe portato verso una nuova avventura.

Da quali fasi è scandita la vita quotidiana nel generatore d’impresa?

Trascorriamo le mattinate attorno ad un tavolo, confrontandoci, raccontando esperienze passate e progetti per il futuro, spalleggiandoci e cercando di aiutarci a vicenda, il tutto in un clima sereno e spontaneo. Gli amici di Itaca e Dof Consulting ci vengono incontro, ci stimolano a riflettere ad alta voce e a valutare gli aspetti rilevanti dei nostri progetti, fornendoci una vasta gamma di strumenti teorico-pratici e le relative istruzioni d’uso. È un continuo mettersi in gioco, compilando schede di progetto, modelli di impresa e bilanci preventivi, ma capita anche di imparare a coordinare il lavoro di gruppo grazie ad un hula hop!

Come si sta sviluppando la tua idea imprenditoriale?

L’idea iniziale consisteva nel riattivare lo spazio pubblico attraverso una serie di laboratori itineranti, coinvolgendo in prima persona la cittadinanza locale. Nei mesi successivi il progetto si è trasformato e affinato, portandomi a sviluppare un prototipo di casa sociale smontabile, adatta allo sviluppo di modelli di coabitazione sostenibile. Valori già maturati in passato, come il ricorso a materiali e tecnologie rispettose dell’ambiente, si sono canalizzati verso un obiettivo specifico, molto concreto, e il tempo che ho ancora a disposizione a FAB sarà utilizzato per raccogliere i tasselli che serviranno a completarlo. L’idea di fondo rimane quella di stimolare un vivere collettivo non ancora del tutto perduto.

A TU PER TU CON I FABERS #3

Debora Macoratti e Igor Brigada

Debora Macoratti e Igor Brigada

Debora Macoratti e Igor Brigada

Procediamo con la terza intervista… ci siamo fatti raccontare l’evoluzione della loro idea d’impresa.

Debora e Igor, ragazzi del progetto TRATTO SOCIALE

Come vi siete avvicinati a FAB?

Siamo venuti a conoscenza di Fab tramite un post su Facebook che promuoveva una serata di presentazione dell’“Uovo” a Spilimbergo. Abbiamo deciso di parteciparvi e a fine serata ci siamo accorti che la nostra idea progettuale rispecchiava appieno lo spirito di Fab. Da quel giorno è iniziato lo sviluppo del nostro sogno. Dopo un po’ di tempo la nostra idea di impresa aveva preso forma, e allora quello che abbiamo pensato è stato “ok pronti, adesso la possiamo presentare”! Un po’ di ansia prima di avere i risultati e… siamo i nuovi faber della seconda call!

Da quali fasi e scandita la vita quotidiana del generatore dimpresa?

Diciamo che le nostre settimane, da quando siamo entrati in Fab, sono molto impegnate!

Ogni giorno in Fab si crea uno spazio dove non c’è solo scambio di informazioni, ma nel quale crescono e si sviluppano tutte le nostre idee grazie alla presenza di formatori specializzati e soprattutto grazie alla cooperazione tra noi fabers! Dal un lato l’incubatore di idee offre interessanti momenti di formazione personale, incentrati sullo sviluppo delle proprie capacità comunicative, di gestione dei gruppi, di identificazione del proprio ruolo (attuale e futuro) all’interno del progetto; inoltre giorno dopo giorno riusciamo a considerarci degli imprenditori… di noi stessi. Accanto a questo vengono fornite delle possibilità di crescita della nostra idea in termini più economico-gestionali: grazie allo sviluppo del business plan, del piano economico e delle forme di impresa. Tutti i giorni si aggiunge un tassello in più al nostro progetto.

Come si sta sviluppando la vostra idea imprenditoriale?

Noi crediamo che il punto vincente di questo generatore d’impresa sia il gruppo che si crea, i fabers sono la vera forza di crescita!

Siamo partiti con un’idea che si sta trasformando e plasmando mano a mano che capiamo le risorse di cui abbiamo bisogno, le richieste del mercato di riferimento, i costi che dovremmo sostenere, le reti che andranno costruite (o rafforzate), i canali tramite i quali trasmettere i nostri valori d’impresa e soprattutto riuscire a strutturare nel miglior modo possibile il cuore centrale dell’idea. Stiamo cercando di individuare il luogo migliore nel quale dar vita alla nostra trattoria sociale, di individuare la scelta culinaria vincente e di creare una reale e concreta possibilità di inserimento lavorativo per persone in situazione di disagio.

A TU PER TU CON LE FABERS #4

Letisia Barbuio e Sarah Zuccarello

Letisia Barbuio e Sarah Zuccarello

Letisia Barbuio e Sarah Zuccarello

Buone idee che vogliono trasformarsi in progetti e poi in impresa… quarta puntata con le fabers che si raccontano e ci raccontano FAB!

Letisia e Sarah: GREEN BIN – la spesa alla spina – il loro progetto

Come ci siamo avvicinate a FAB?

La prima volta che abbiamo parlato del nostro progetto ci trovavamo alla Sagra del “Panzal” a Rosa di San Vito al Tagliamento e riflettevamo, sorseggiando un buon calice di vino, su cosa fare del nostro futuro e su come renderci utili alla comunità. A quel punto Letisia ha spiegato la sua idea coinvolgendo Sarah nella cosa.

Dopo qualche giorno il fidanzato di Letisia, Michele Ciol, l’ha informata che, tramite la newsletter della Cooperativa Itaca, aveva saputo di “Fab il generatore d’impresa”. A quel punto abbiamo letto con attenzione il materiale sul sito, abbiamo telefonato e così fissato un appuntamento con Christian Gretter, il coordinatore di Fab. Christian è stato molto disponibile, ci ha accolto in sede e spiegato in che cosa consisteva il percorso di Academy.

Da quali fasi è scandita la vita quotidiana nel generatore d’impresa?

Il nostro quotidiano all’interno di Fab è molto dinamico. Ci sono degli incontri personali dedicati alla nostra idea e al miglioramento delle nostre capacità oratorie, e altri incontri di gruppo con i fabers in cui abbiamo modo di confrontarci, scambiarci idee, consigli e suggerimenti.

Al momento stiamo imparando a lavorare con un budget, non è per nulla semplice ma grazie all’aiuto dei docenti siamo fiduciose!

Come si sta sviluppando la nostra idea imprenditoriale?

Citando “The Village” stiamo facendo le Mercanti Esploratrici e le Tessitrici, bussando ad ogni porta; a volte capita che nessuno ci apra, ma quando ci danno un’occasione è bello avere riscontri entusiastici e positivi. Questo ci dà la motivazione per andare avanti, per ripensare e continuamente migliorare la nostra idea, vederla sotto altri punti di vista, tentare di prendere meno abbagli possibili e a volte anche riderci su!

In questo periodo stiamo incontrando delle difficoltà: non è facile “far quadrare i conti” senza scendere a compromessi o snaturare la nostra idea. Noi però teniamo duro e come uno “sciamano” guardiamo con positività e magia al futuro!

A TU PER TU CON I FABERS #5

Luca Vivan

Luca Vivan

Luca Vivan e Marco Carillo

Quinta intervista ai nostri fabers, per capire meglio come sta procedendo l’Academy nell’incubatore d’impresa di Itaca…

Ascoltiamo Luca, referente del progetto THE VIBES

Come ti sei avvicinato a Fab?

Ho conosciuto l’incubatore tramite Facebook e il blog di Fab. Alcuni amici che lavorano presso la Cooperativa Itaca mi avevano parlato di questo progetto. Mi è sembrato subito molto interessante, un’ottima iniziativa per portare avanti la mia idea e cercare di concretizzarla, dando vita ad una impresa con un forte valore sociale.

Durante il primo ciclo di Academy ho visitato la struttura e ho conosciuto sia i fabers che Christian Gretter (il responsabile del progetto). L’ambiente mi è sembrato da subito molto accogliente e stimolante, ottimo per far crescere e sviluppare il mio progetto imprenditoriale.

Da quali fasi è scandita la vita quotidiana nel generatore d’impresa?

L’attività all’interno dell’Academy segue un calendario flessibile che si organizza in base alle esigenze che si sviluppano progressivamente nel percorso di formazione.

Arriviamo al mattino e tra faber iniziamo a confrontarci sul lavoro svolto, sulle difficoltà e perplessità del progetto. Questo ci permette di alleggerire la tensione, di scambiarci opinioni e consigli, di strutturare possibili collaborazioni su ambiti specifici.

Ogni settimana seguiamo delle lezioni di gruppo con vari formatori. Una parte del percorso riguarda la preparazione del progetto stesso: il suo profilo, il modello di business, il piano economico, le forme giuridiche d’azienda, ecc. L’altra parte è rivolta all’empowerment, ossia alla formazione del profilo del faber attraverso un percorso che tende a sviluppare e incrementare le nostre capacità di parlare in pubblico, o di risolvere i conflitti all’interno del gruppo di lavoro.

Come si sta sviluppando la tua idea imprenditoriale?

Da un’idea embrionale e che comprendeva molti aspetti, il progetto sta prendendo sempre più forma e definendo sempre più aspetti, cercando di entrare nel particolare ed analizzando ogni specificità dal punto di vista concettuale e tecnico.

Da un approccio molto più descrittivo, stiamo passando a uno più analitico, che tende a tramutare ogni componente in necessità materiale, gestionale ed economica.

A TU PER TU CON I FABERS #6

Marzia Basei

Marzia Basei

Marzia Basei

Eccoci alla sesta e ultima delle sei voci che compongono la  seconda Academy di FAB… con queste tre risposte si conclude la rapida carrellata sui progettisti che in questo momento sono impegnati a trasformare il loro progetto in impresa…. Ce la faranno?  A  luglio  lo sapremo.

Marzia, il suo progetto: LA CASA DI BART

Come ti sei avvicinata a FAB?

La prima volta che ho sentito parlare di FAB è stata durante l’assemblea dei soci della Cooperativa Itaca di circa due anni fa. Mentre Massimo Tuzzato raccontava l’iniziativa, io pensavo che forse sarebbe stata l’occasione per tirare fuori dal cassetto il mio vecchio sogno. Due anni dopo ho telefonato a Christian Gretter per verificare se anche i soci della Coop potessero partecipare, vista la risposta positiva ho compilato il modulo d’iscrizione e partecipato alle selezioni.

Come è scandita la vita nel generatore d’impresa?

La vita nel generatore d’impresa è decisamente dinamica e diversificata, si passa dalla compilazione del budget d’impresa, al calcolo del costo del lavoro fino ad arrivare alla comunicazione in pubblico e all’empowerment. Le scadenze per la consegna dei “compiti“ assegnatici è praticamente settimanale, quindi si comincia a sentire la pressione e si prova a gestire lo stress che ne deriva.

Come si sta sviluppando la tua idea imprenditoriale?

La mia idea imprenditoriale si sta sviluppando non più solo nella mia mente ma anche in quella delle persone a cui ne parlo, che sembrano capire più chiaramente che cosa ho in testa. Sono più chiari gli obiettivi, le azione per raggiungerli, le persone a cui rivolgermi e come rivolgermi a loro, i costi che deriveranno dall’iniziativa. Ogni giorno le cose si complicano per chiarirsi successivamente, per poi complicarsi nuovamente. Il confronto con gli altri fabers e i docenti dà sempre nuovi stimoli per continuare ad interrogarsi su quello che stiamo facendo.

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