DAL VENETO PER CONOSCERE FAB

Una delegazione di Confcooperative in visita a Pordenone

Pordenone

Una delegazione di Confcooperative Veneto il 3 maggio scorso è venuta in visita nella sede di FAB a Pordenone per conoscere meglio ed approfondire la realtà dell’incubatore lanciato quasi un anno fa dalla Cooperativa Itaca. A fare gli onori di casa Massimo Tuzzato, responsabile Ricerca & Sviluppo di Itaca, che ha introdotto il perché della nascita di FAB: “Il senso primo di FAB è di intervenire operativamente sul tema urgente del lavoro e dello sviluppo. Siamo partiti da un dato, le circa 7 mila domande di lavoro pervenute alla nostra Cooperativa nel biennio 2010-2011. E ci siamo chiesti, ma noi di Itaca cosa ci possiamo mettere? Ma soprattutto, su cosa possiamo scommettere per provare a fare qualcosa?”. Da qui è nato il Faber Academy Box.

Paola Ricchiuti, responsabile Progettazione di Itaca, ha illustrato ai nostri amici del Veneto come si è passati dall’intuizione al progetto, definendo una sorta di mappa del percorso: “a partire dal benchmarking, il riferimento sono stati The Hub di Rovereto e H-Farm di Treviso, con la consapevolezza però che il modello che stavamo andando a costruire non esisteva e doveva essere progettato. Primo: le persone al centro. Secondo: siamo un impresa sociale della Comunità e nella Comunità. Terzo: crediamo nel lavoro e nella sua funzione di costruire società. Quarto: crediamo nel lavoro di rete e nei legami. Intorno a questi quattro pilastri abbiamo iniziato a costruire l’idea di FAB”.

“Innovazione e impatto sociale sono per noi elementi cardine di FAB e cerchiamo di svilupparli all’interno dell’Academy muovendoci tra crescita personale dei fabers e sviluppo del progetto. Per questo – come ha illustrato Christian Gretter, coordinatore di FAB -, abbiamo pensato a delle figure di facilitazione: coordinatore, coach, mentor, docenti (interni ed esterni). Ci interessano idee che possano avere continuità nel tempo, incentrate su tre filoni principali che sono uomo, comunità e ambiente”.

Il prossimo 29 giugno ci sarà il primo anniversario di FAB (ed il 21° di Itaca). “A quasi un anno di lavoro, possiamo dire che è vero che esiste un patrimonio importante di persone e professionalità non utilizzate – ha proseguito Tuzzato -; è vero che le persone sono disposte a mettersi in gioco; è vero che i legami hanno in questo tempo un valore importantissimo nei processi di sviluppo; è vero che la comunità ha richieste e bisogni non soddisfatti; è vero che con questo sistema le risorse si moltiplicano in maniera significativa”.

Alcuni numeri indicativi del lavoro svolto sinora: 43 proposte progettuali raccolte, le prime 7 idee progetto selezionate hanno già concluso la prima fase formativa, 6 la stanno iniziando, 1 progetto è stato collocato in una Cooperativa già esistente, 3 progetti sono ad oggi in corso di sviluppo per diventare nuove imprese.

A un anno di lavoro ha concluso Tuzzato “possiamo dire che esiste un patrimonio di professionalità ‘dimenticate’ e/o messe da parte. Gestire un processo come FAB per noi è stato fare un salto culturale che ci ha guidato ad accompagnare persone disoccupate verso la realizzazione di un progetto, il che ha tratti critici e spesso molto delicati. Accompagnare la comunità a rileggersi in una nuova chiave, significa cambiare i paradigmi che ci hanno portato ad oggi in termini di competizione collaborativa. Bisogna trovare strumenti di lavoro e sperimentarsi senza paura di sbagliare”.

Fabio Della Pietra

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